
Ciao a Tutte!
Vi offriamo una scelta dei libri che quest’anno sono stati proposti nei diversi gruppi di lettura coordinati da Fabrizia Fedele, per consentire a tutte coloro che non hanno potuto partecipare per impegni o per la distanza, di poter avere comunque una traccia.
Le letture fanno parte di un ciclo focalizzato sulla scrittura in prima persona in forma di diario e memoir e proprio per questo innescano un percorso di autocoscienza e introspezione.
Il consiglio è di iniziare da Quaderno proibito di Alba de Céspedes, in cui il diario esprime tutta la sua forza in un percorso di autocoscienza e consapevolezza della protagonista, che giorno dopo giorno scrivendo gli accadimenti del vivere quotidiano ma anche le sue riflessioni su sentimenti e punti di vista, analizza la sua vita e il suo ruolo nelle relazioni familiari e sociali che la costringono nei ruoli di madre e di moglie senza possibilità di avere spazi per se stessa.
Proseguiamo con Memorie di una ragazza perbene di Simone de Beauvoir, una lettura da fare assolutamente. Una lettura difficile a tratti, per i tanti riferimenti alla cultura e alla storia francese del ‘900 ( l’autrice è nata nel 1908), ma vale la pena di perseverare perché oltre a essere un romanzo di formazione è un denso memoriale che percorre la vita di de Beauvoir dalla nascita agli anni universitari, in cui lei “scrive se stessa”, si definisce. Da esponente di una famiglia alto-borghese alla donna di sinistra progressista in cui poco a poco si trasforma.
Un testo ispirazionale per Tutte Noi e un modello per il memoir.
Infatti Memoria di ragazza di Annie Ernaux sembra idealmente legato all’altro e Ernaux cita de Beauvoir in più occasioni come riferimento e modello.
La grande scrittrice francese, Nobel per la Letteratura 2022, analizza il suo vissuto in un periodo di anni piuttosto circoscritto per ritrovare la giovane che è stata. Un’indagine lucida e impietosa attraverso la propria memoria che mira a ricostruire alcuni passaggi dolorosi e traumatici della sua vita. Ne scaturisce un ritratto personale, ma anche universale, in cui può riconoscersi ognuna di Noi.
Un altro libro di riferimento sulla scrittura in prima persona è Gioventù di Tove Ditlevsen. Il volume, che fa parte della trilogia di Copenaghen, affronta il passaggio dall’infanzia all’età adulta. L’autrice racconta le sue vicissitudini con uno sguardo molto affilato, delineando la donna che sarà, restando sempre fedele a se stessa e rivelando molte questioni esistenziali che ci toccano nel profondo.
Un punto di vista davvero interessante e trasgressivo.
Un’altra lettura rivelatrice è Ricordi della mia inesistenza di Rebecca Solnit.
La ricerca di sé stessa, operata dall’autrice, come persona, come scrittrice e come attivista politica diventa in realtà una lotta per non scomparire, perché la condizione femminile è fatta di continue e ripetute scomparse.
La consapevolezza di questa forma di discriminazione porta l’autrice a una nuova concezione di sé che nasce dalla presa di coscienza della propria fragilità e vira verso una profonda esigenza di libertà e di emancipazione.
Per Solnit esistere corrisponde a prendere coscienza del fatto che non si può essere ignorati per sempre. Promuovere il cambiamento è uno dei compiti cui destinare la voce guadagnata in qualità di scrittrice.
Un compito che sembra insito anche in Appunti per me stessa di Emilie Pine.
Sei racconti di vita, sei testi che affondano nelle viscere dei segreti più taciuti della vita di una donna. Il rapporto con il padre, l’aborto spontaneo e la ricerca disperata della maternità, l’adolescenza dissoluta, la violenza sessuale. In ognuno si indaga la sofferenza che deriva dalla pressione del ruolo della donna nella società.
Una voce forte e coraggiosa che esce dal buio della clandestinità per rivelare traumi e dolori che abbiamo vissuto Tutte, troppo spesso taciuti e nascosti.
Chiudiamo il ciclo di letture con In prima persona de Il Clan delle Femmine, un progetto di scrittura in forma di diario e memoir che ha coinvolto 14 autrici, che attraverso un percorso introspettivo e di autocoscienza, hanno sperimentato persino un’esperienza trasformativa, imponendosi come soggetti di narrazione, in contrasto alla continua stereotipizzazione del femminile.
Buona lettura e a presto!
per contatti: redazione@ilclandellefemmine.com
