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Photo by Caroline Hernandez on Unsplash

di Anna Maria Brigida

Anna ama Rosanna. Anna ha due sorelle, Rachele e Clara, le compagne di scuola, i suoi cugini e le cugine di Rosanna. Ma solo Rosanna le trasmette qualcosa di speciale: quando la incontra va in visibilio. Subito le si mette vicino, la vorrebbe abbracciare, darle la mano, riempirla di baci ma, quella bambina che sogna notte e giorno, praticamente la ignora. Vicine, sedute attorno al tavolo, mentre Anna sente il suo cuoricino battere alle stelle e vorrebbe dirle un mondo di cose belle, Rosanna parla solo con Rachele con quel timbro di voce argentina, con la testolina perennemente girata verso l’altra che, evidentemente, ha scelto come amichetta del cuore.
Una sera, Anna è a casa della nonna di Rosanna e delle sue cuginette. Osserva la nonna mentre prepara con grande foga, un tuorlo d’uovo sbattuto insieme a due cucchiai di zucchero e alla fine un cucchiaino di Marsala. Sul tavolo della cucina ci sono tre uova e tre grandi tazze. Quelle di casa sua sono più piccole, pensa Anna e poi, si chiede se le rimanenti sono per lei e sua sorella. Intanto Rosanna ha appena mangiato quella che doveva essere una delizia: lo percepiva dall’odore e dall’aspetto che aveva preso quel semplice tuorlo e ha riposto svogliata la sua tazza quasi piena. Ricorda l’estate scorsa in campagna con la sua famiglia quando la mamma le diede quell’uovo freschissimo, appena uscito dalla gallina: fece due buchetti con un ago, da una parte all’altra e le disse di succhiare. L’uovo le scivolò sulla lingua caldo, denso, se lo trattenne un po’, le piaceva quel gusto ruvido, animalesco ma dovette mandarlo giù sollecitata dalla mamma. Un nuovo sbattere quasi di tamburo, la fa ritornare alla realtà: la nonna prepara la seconda tazza per terminare, soddisfatta, con la terza. Capisce subito che non è per loro. La nonna chiama le due cuginette che accorrono, infastidite dal dover lasciare i loro giochi. Anche loro ne prendono poco. Anna, a questo punto, è sicura che quella schiuma soffice dorata di un profumo intenso avanzata in abbondanza, la nonna lo darà a lei e a Rachele. Non crede ai suoi occhi quando vede la nonna svuotare il tutto nell’immondizia e affrettarsi a lavare le grandi tazze e i pregiati cucchiaini. Eppure già ne pregustava l’amabilità: l’avrebbe finita tutta e si sarebbe anche leccato il cucchiaino.
Qualche giorno dopo è ancora nella casa di Rosanna, nella sua cameretta insieme alle sue inseparabili cuginette e, naturalmente, con sua sorella Rachele, ma qualcosa sta cambiando nel cuore di Anna: non le scoppietta più dentro anche se è sempre contenta di vedere Rosanna e, soprattutto di stare con lei. Apre il suo grande armadio di legno con intarsi di color rosa. Gino, il fratello ne ha uno identico nella sua cameretta ma con intarsi di color celeste. Rachele getta lo sguardo su una gonna che Rosanna non veste più, rossa e bianca, tutta pieghettata. La osserva per un po’, poi chiede all’amica: “Perché non la metti più? E’ così bella!”. “Mi sta stretta”, risponde Rosanna sconsolata. In un attimo Rachele ha un guizzo negli occhi e si fa avanti: “falla provare ad Anna!”. Stupita per quella richiesta, la tira giù come un automa, ma Anna nota che quella sua amica tanto amata, non è affatto contenta della trovata di Rachele. Un evidente segno di stizza le si disegna su quel buffo volto. Sì, ora Anna nota che Rosanna ha un viso buffo! Intanto indossa la gonna: le sta a pennello. Si guarda nel grande specchio all’interno dell’armadio: sembra proprio cucita per lei e, inoltre, si adatterebbe bene con una bella camicetta rossa ereditata da Rachele.
Si è fatto tardi: è tempo di salutarsi. Anna aspetta che Rosanna le dia la gonna. Si salutano con il bacetto e vanno via lasciando Rosanna e la gonna. “Sicuramente te la dà”, le sussurra Rachele, “forse lo deve chiedere alla sua mamma”. Lei però ha un brutto presentimento: avverte che qualcosa le si è spezzato dentro.
Passano alcuni giorni e Anna viene a sapere che nel cassonetto della spazzatura hanno trovato una gonna tutta pieghettata che era stata sicuramente molto bella: peccato che un folletto dispettoso e cattivello l’aveva tutta tagliuzzata!