Ciao Femmine!

Vi consigliamo due libri per l’estate o per quando avete voglia di leggere qualcosa di trascinante che lasci il segno del passaggio. Di sicuro li inseriremo nei gruppi di lettura che riprenderanno ad ottobre, intanto ve li suggeriamo.

Si tratta di: Margo ha problemi di soldi di Rufi Thorpe per Bollati Boringhieri. La storia di una ragazza americana di diciannove anni, che frequenta il college e lavora in una tavola calda, per mantenersi. Il suo professore di inglese si accorge di lei, e con la scusa di parlare dei suoi scritti e del suo talento, inizia una relazione con lei. Margo non sa ancora cosa vuole, ma è una ragazza aperta alla vita. Così, quando resta incinta, dopo averne parlato con Mark, il suddetto professore, nonché padre del nascituro, con sua madre che l’ha cresciuta da sola perché il padre aveva già una famiglia, e con la sua amica del liceo, tutti d’accordo nel consigliarle di abortire, decide di tenere il bambino. Non per una scelta consapevole o per una sua convinzione, semplicemente perché sente un impulso a tenerlo. E questo le basta. Da questo momento capisce che la sua vita non è più la stessa e inizia a guardare le cose e le persone con uno sguardo diverso. Ed è proprio per questo suo sguardo, profondo e ironico, acuto e saggio ma anche leggero, che ci innamoriamo di Margo e delle sue gesta. Una lettura preziosa per rimettere in discussione i luoghi comuni che fanno parte del nostro vivere e le certezze preconfezionate, per cercare una strada che sia solo nostra.

L’altro libro è: DJ Bambi di Audur Ava Olafsdottir per Einaudi. Il percorso doloroso e difficile di Logn: una donna intrappolata nel corpo di un uomo. Una transizione esistenziale, che dopo tanto tempo e tanti ostacoli, diventa anche fisica. Logn in realtà si chiama Vilhjálmur, perché è nata in un corpo maschile che l’ha costretta a interpretare i ruoli di figlio, marito, padre, senza sentirli davvero o meglio, sentendo qualcosa di diverso, che la porta verso la transizione, scontrandosi sempre con i pregiudizi e l’ostilità degli altri, familiari compresi, anzi, come spesso accade in questi casi, tra i più restii ad accettarla. Finalmente arriva la fatidica chiamata: la convocazione per l’intervento che le consentirà di affermare la propria femminilità. Una femminilità che sembra esistere al di là dell’operazione chirurgica, che le riconosciamo da subito e che ci porta a pensare alla vita, ai ruoli e alla sessualità in modo completamente nuovo.