di Leonora Carducci

Entro nella casa in punta di piedi perché so che troverò persone in difficoltà. Sorrido e per quattro ore dimentico i miei problemi, ora ci sono loro. Entro in magazzino, lascio qualcosa e inizio il giro, questo succede tutte le volte, prima vado in magazzino e poi in cucina per i dolcetti.
Ciao ragazzi, tutto bene? Sì sì, sai che ho trovato lavoro? Che bello sono contenta per te, finalmente. Eh sì, sogno la mia stanza, finalmente non dormirò più all’aperto!
Alla fine del corridoio la vedo, è la più ordinata degli ospiti. La sua scrivania con i quaderni, le penne, un bicchiere con un pochino d’acqua per le cicche, la sua radio, ama la musica, il suo letto rifatto. Gli indumenti piegati e messi da una parte, è intenta a scrivere… Lei ama scrivere qualsiasi cosa, e cerco di camminare insieme a lei nella sua mente.
Cri ciao. Ciao signora mi fa piacere che è qui. Quanto hai scritto! Sì, vuoi leggere? Va bene.
Per favore leggi ad alta voce così sento anch’io quello che ho scritto. Ed inizia la nostra chiacchierata… Pagine e pagine di diario giornaliero. Scrive quello che sta passando, quello che ha passato e tra le righe leggo quello che non vorrebbe più passare. E da lì inizia il suo racconto ma non posso chiedere perché sennò si arrabbia e non devi darle consigli perché ti risponde male. La prendi così come viene. Con gli occhi da furbetta ma dietro quel bel color marrone scuro intenso c’è la dolcezza e la voglia di essere diversa. Chissà cosa sognavi da bambina, certo non ritrovarti in mezzo alla strada. Guardandoti, mentre leggo quello che scrivi, penso a quante ne hai dovute passare. Essere sfruttata da uomini per una sigaretta o un bicchier di vino, quante volte hai dovuto dire sì controvoglia perché non potevi fare altro.
Adesso sei al riparo ancora per qualche giorno, non esci perché hai paura dell’esterno, di quello che ti aspetta. Fai finta che sia casa tua, ma i tuoi pensieri lo dicono che manca poco e che ti ritroverai da sola.
Mi fai sorridere ma non dovrebbe essere il contrario? Mi chiedi del perché sono stanca e cerco di far vedere che non è così perché quello che sono io è nulla rispetto a te. Poi te ne esci, ho scritto a Berlusconi: l’ho ringraziato di tutte le volte che ci chiamava quando ero presso una casa di suore… ho scritto anche a Papa Francesco chissà se risponderà. Pure a Ratzinger ho scritto. Qualcuno forse prima o poi leggerà le tue lettere, io intanto sono contenta di leggere i tuoi diari.
Dai, adesso ci facciamo un selfie? Ok, aspetta mi metto gli occhiali da sole, ma dai Cri gli occhiali da sole? Sì, sì. Facciamoci sto selfie, lo terrò con me sempre. Non vedo i tuoi occhi ma stai sghignazzando lo so.
Poi visto che oggi è l’8 marzo ci siamo fatte gli auguri, hai preso un altro quaderno e abbiamo iniziato a leggere. Quante pagine hai scritto oggi, ci soffermiamo su una.
8 marzo 2021 Lunedì
Titolo: per te che vuol dire l’amaro?
Sono sincera, a me piace bere l’amaretto quando mangio pesante per poter digerire. E giù a ridere e ridere… ci lacrimano gli occhi.
Cri non posso farti sperare in chissà che ma ti ricorderò sempre.